La signora Van Gogh: una donna per due fratelli
- galizzetta20
- 20 mar 2025
- Tempo di lettura: 2 min
-Sarebbe spaventoso per me dover dire alla fine della mia esistenza: “Ho vissuto invano, senza raggiungere alcunchè di grande o di nobile”-
Questo è uno dei tanti pensieri tratti dal diario di Johanna Van Gogh Bonger, scritto all’età di soli diciassette anni.
Sono numerosi, oggi, gli appassionati dell’arte post-impressionista che apprezzano il linguaggio di Van Gogh, eppure, amaramente, continua a sfuggire il nome di Johanna, la massima divulgatrice dei dipinti dell’Artista.
La donna è la personificazione perfetta di un inno alla perseveranza, amore e forza d’animo, in quanto non si è mai lasciata sopraffare dal beffardo gioco del destino.
La vita, infatti, ha messo a dura prova Johanna, la quale, sempre con infinito coraggio, ha superato una disparità sessuale in ambito lavorativo, si è opposta ad un matrimonio combinato e ha preferito prendere in mano la sua vita e trasferirsi a Parigi.
La dolce città dell’amore dà, effettivamente, un taglio ben preciso all’esistenza della protagonista, dato che qui incontra il brillante Theo Van Gogh, che riesce a trasformare i suoi sentimenti più ostili, incorniciando la loro storia con un matrimonio.
Da questo momento la coppia si trova inevitabilmente coinvolta nello squilibrato status mentale di Vincent Van Gogh, che muore suicida il 29 luglio 1890. Tale evento è un duro colpo per i coniugi, in particolare per Theo che non accetta questa perdita, crollando psicologicamente.
Ecco che ancora una volta il destino volta le spalle a Johanna, lasciandola in balia del suo dolore e della solitudine dovuta alla mancanza del marito. Ma, se la fortuna non è stata amica di Johanna, di certo lei non è clemente nella sua rivincita.
Infatti, nasce in lei la voglia di dare giustizia alla famiglia Van Gogh, attraverso una mostra e una vendita di almeno 195 dipinti e 55 disegni, che rendono il cognato uno dei pittori più conosciuti al mondo e di cui tutti vogliono sapere di più, ragione per cui decide di raccogliere le lettere dei fratelli per scrivere un intero libro.
Inoltre, prende parte attivamente nel sostegno dei diritti dei lavoratori e delle donne al Partito socialdemocratico d’Olanda, ma il momento più celebre della sua carriera è quando accetta la richiesta del direttore della National Gallery, Charles Aitken, per esporre il quadro più conosciuto al mondo: “I Girasoli”.
A tal proposito scrive al direttore: “E’ un sacrificio in nome della bellezza di Vincent. Finalmente sento di aver vinto la mia battaglia”. E Johanna l’ha vinta davvero, perchè è impensabile entrare nella sala 43 della National Gallery e non commuoversi dinanzi al suo grande lavoro e alla straordinaria arte del Maestro.
Teresa Luca IV A



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