La mia esperienza al TG Giovani: il coraggio di mettersi in gioco
- galizzetta20
- 24 mag 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Con l’avanzare dell’età, mi rendo conto di essere diventato più preparato ad avere nuove esperienze. Malgrado ciò, dentro di me rimane ancora un grande sentimento di paura che, come un freno, mi ha impedito di realizzare delle idee che mi avrebbero portato verso nuovi orizzonti.
Stavolta però non è stato così. Una notizia improvvisa e inaspettata mi ha annunciato che il prossimo anno sarò uno dei due direttori di Galizzetta, il giornalino della mia scuola, e che potevo scegliere se essere uno di quelli che avrebbe dovuto condurre la nuova edizione del TG Giovani, un telegiornale nato grazie a RTP in cui i protagonisti sono gli studenti e le studentesse di Messina. Dentro di me sapevo che non potevo rifiutare, anche se inizialmente esitai a causa della preoccupazione provocata dalla mia inesperienza in questi ambiti. Ma riuscii ad accettare e non me ne pento per niente.
Una volta presa una giacca elegante e un po’ di coraggio, mi diressi, insieme al prof di italiano e ai due direttori di Galizzetta, verso gli studi di RTP a Messina, il luogo di registrazione del TG Giovani. Lì conobbi la conduttrice del telegiornale principale, Francesca Stornante, che mi rassicurò sul mio compito da conduttore. Accanto a me, durante le registrazioni, avevo anche un altro studente, che mi faceva sentire meno solo, e a guardarmi c’erano il prof di italiano e i due giovani direttori, che si divertivano a farmi dei video. Non li biasimo, anch’io avrei fatto lo stesso.
Nei fogli per la conduzione c’erano scritti i servizi da annunciare ed essi trattavano diversi temi: il concorso “Un giorno in Senato”, promosso dal Senato della Repubblica in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito; il convegno dal titolo “Volevano cucire la mia ferita con punti di vista”; le gare DIU promosse dal Comitato regionale della Croce Rossa Italiana; l’incontro svolto con Sigfrido Ranucci nei nostri licei; la festa di istituto, ecc. Questi sono tutti eventi di cui gli studenti hanno fatto parte e sono grato alla nostra scuola per averci dato queste possibilità.
Alla fine siamo riusciti a registrare tutto in mezz’ora, anche ripetendo qualche ripresa per colpa mia; questo è successo perché a volte sbagliavo a pronunciare qualche parola o perché volevo ripetere la registrazione per perfezionare qualcosa. A prescindere dai miei errori, mi sono divertito molto quel giorno, non solo durante le registrazioni, ma anche durante il viaggio di andata e ritorno e quando, nel tardo pomeriggio, io e i miei accompagnatori ci sedemmo in un bar a chiacchierare.
Queste possono sembrare cose banali, ma, riflettendoci un attimo, sono proprio le cose più piccole a dare un’immensa gioia e, se avessi lasciato che la paura facesse di me un burattino, di sicuro non avrei passato una giornata come quella. Questo non vuol dire che quel sentimento sia sparito: sono ancora molto impaurito per il prossimo anno, forse perché non so ancora se sono all’altezza del titolo di nuovo direttore, forse perché non voglio deludere le persone. Ma ce la metterò tutta lo stesso, perché è così che si dimostra di essere coraggiosi.
Come disse lo scrittore americano Mark Twain: «Il coraggio è la resistenza alla paura, la padronanza della paura, non l’assenza della paura». Io credo che queste parole dicano il vero e comprendere questo concetto mi ha fatto capire di essere diventato più grande.
Mattia Lembo IV AS



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