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Canta ancora, Andrea

  • Immagine del redattore: galizzetta20
    galizzetta20
  • 29 nov 2024
  • Tempo di lettura: 4 min

Giorno 4 Novembre, molte scuole in tutta Italia hanno aderito alla visione del film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, un'iniziativa lodevole che ha avuto un profondo impatto su noi studenti delle quarte e quinte del Liceo G. Galilei di Spadafora. Fin dal momento in cui ci siamo seduti sulle poltrone del cinema, l'atmosfera era carica di aspettative e di una palpabile emozione. Le luci si sono abbassate e, mentre lo schermo prendeva vita, le prime note della canzone di Arisa, “Canta ancora”, hanno iniziato a risuonare nell'oscurità, avvolgendoci in una melodia che toccava le corde profonde del nostro cuore. Quella musica, con la sua dolcezza e intensità, sembrava preannunciare il potente messaggio che stavamo per ricevere.

Il protagonista di questo film è Andrea, un giovane ragazzo che affronta la crudeltà del bullismo a causa del suo orientamento sessuale e delle sue scelte di vita. Attraverso le sue vicende, il film esplora temi di inclusione, accettazione e coraggio di essere sé stessi. La sua esperienza, seppur dolorosa, diventa un potente strumento di riflessione e consapevolezza per tutti noi. Il film segue Andrea attraverso diverse fasi della sua vita, mostrandoci non solo i momenti di dolore, ma anche quelli di forza e resilienza. Vediamo come Andrea cerchi di costruirsi una vita normale, nonostante le difficoltà, e come la sua determinazione e il suo coraggio lo portino a diventare un simbolo di speranza per molti giovani che affrontano situazioni simili. La pellicola ci ha catapultato in queste realtà con una crudezza e un realismo che solo pochi film riescono a trasmettere, grazie anche alla testimonianza della madre che, in una lettera straziante, racconta: "Andrea era un ragazzo sensibile e gentile. La sua unica colpa era voler essere sé stesso in un mondo che non era pronto ad accettarlo." Questa testimonianza ha un parallelismo inquietante con il film, dove le vicende di Andrea vengono rappresentate con una delicatezza e una forza che non possono lasciare indifferenti. Infatti, uno degli aspetti più straordinari del film è la sua capacità di rappresentare realisticamente le emozioni e le esperienze di Andrea. Nonostante tutto, il protagonista riesce a trovare la forza per andare avanti, per costruire relazioni significative e per trovare un senso di pace e accettazione. Questi momenti di luce e speranza sono ciò che rende il film così potente e memorabile perché, anche nei momenti più bui, c'è sempre la possibilità di trovare speranza e guarigione in modo tale da creare una società più giusta e inclusiva.

In un momento storico in cui i temi del bullismo, omofobia e razzismo sono ancora problemi rilevanti nella nostra società, Il “ragazzo dai pantaloni rosa” è un richiamo alla necessità di cambiamento. È un invito a tutti noi a riflettere su come possiamo contribuire a creare un ambiente più inclusivo e accogliente per tutti. In particolare la pellicola riesce a evidenziare come ogni piccolo gesto di gentilezza e comprensione possa fare una differenza significativa nella vita di chi subisce discriminazioni. Gli attori protagonisti, con le loro interpretazioni intense e sincere, rendono ogni scena carica di emozione, facendo sì che lo spettatore si senta coinvolto e toccato dalle vicende di Andrea e le ambientazioni, la colonna sonora e la fotografia contribuiscono a creare un'atmosfera che riesce a trasmettere la complessità dei sentimenti del protagonista. È un richiamo alla responsabilità degli adulti, siano essi genitori, insegnanti o semplici cittadini, a educare i giovani al rispetto e alla tolleranza. Le scene in cui Andrea trova conforto e sostegno in alcune figure adulte rappresentano un messaggio di speranza, sottolineando l'importanza di essere guide positive per le nuove generazioni. Credo fortemente che la proiezione del film nelle scuole sia stata un'esperienza che ci ha arricchito profondamente. Ha stimolato discussioni e riflessioni su temi importanti, creando un'opportunità per condividere pensieri e sentimenti in un ambiente sicuro e aperto, rafforzando il senso di comunità tra noi studenti e facendoci sentire più uniti nella lotta contro il bullismo e la discriminazione. Per questo motivo il coinvolgimento della scuola in questo progetto è stato fondamentale per il successo dell'iniziativa, poiché film come questi hanno il potere di aprire gli occhi e il cuore, di farci vedere il mondo da una prospettiva diversa e di spingerci a diventare agenti di cambiamento. Nel nostro paese, il dibattito sulla questione sociale e politica di questi temi è più attuale che mai, infatti il film si inserisce in questo contesto come una voce potente e necessaria, che invita all'azione ed è un promemoria che la lotta per i diritti umani e per l'uguaglianza è una battaglia continua, che richiede l'impegno di tutti noi.

Andrea ci ha insegnato che ognuno di noi ha il potere di fare la differenza, con piccoli gesti quotidiani di gentilezza e rispetto. Ha rafforzato in noi la determinazione a costruire una società più giusta e inclusiva, dove ogni individuo possa sentirsi accettato e valorizzato per quello che è e ci ricorda che, nonostante le difficoltà e le ingiustizie, c'è sempre speranza e possibilità di cambiamento. Come dice la madre di Andrea nella sua lettera: "Non lasciare che il mondo ti cambi, sii forte e ricorda che la tua vera essenza è il tuo più grande tesoro." Attraverso queste parole Teresa Manes, la mamma di Andrea, rivela che la forza e il coraggio di essere sé stessi sono le armi più potenti che abbiamo per combattere le ingiustizie e costruire un futuro migliore. Infatti, come Andrea ha trovato la sua forza nell'essere sé stesso, anche noi possiamo trovare la nostra forza nell'amore e nella solidarietà, e con questo spirito possiamo fare in modo che la sua voce e quella di tanti altri come lui non smetta mai di risuonare.

Canta ancora, Andrea. La tua storia è un faro di speranza per tutti noi.

Marco Pandolfo V AL

 
 
 

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