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Emarginare o reintegrare chi ha sbagliato?

  • Immagine del redattore: galizzetta20
    galizzetta20
  • 18 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

La nostra scuola ha proposto alle classi quinte la visione di uno spettacolo teatrale in occasione dei 100 anni dalla nascita di Andrea Camilleri. Gli studenti hanno assistito alla rappresentazione di Ora dimmi di te – Lettera a Matilda, realizzata dalla “Libera Compagnia del teatro per Sognare” dei detenuti attori della Casa Circondariale di Messina e dalla Compagnia “Liberi di Essere Liberi” delle studentesse dell’Università di Messina.

Andrea Camilleri scrisse questa autobiografia sotto forma di lettera per la sua pronipote, per poterle far conoscere la sua vita direttamente dalla sua penna e non dalla voce di altri. L’autore ha voluto trasmettere con essa alcuni valori come l’importanza dell’onestà, il rifiuto dei pregiudizi e la fiducia nell’umanità, spronando così i giovani a dubitare del passato per poter costruire un futuro migliore con solide fondamenta e a lottare per le proprie ragioni.

L’intento di Camilleri, nelle sue parole, è quello di spingere i giovani a superare il passato per comprendere meglio il presente e soprattutto per avere una vasta apertura mentale su più fronti. Questo perché spesso il ricordo del passato limita le nostre possibili scelte, a causa di un blocco che ci autoimponiamo: dobbiamo imparare perciò a superarlo e a guardarci intorno con occhi diversi, per il fatto che ciò che compiamo nel passato non sempre deve ripercuotersi nel presente. L’iniziativa di far recitare coloro che vengono ritenuti gli “esclusi” dalla società ha mandato un messaggio forte, che dovrebbe portare ognuno di noi a riflettere sull’importanza di tale gesto, in particolare sul tema dell’integrazione. Un errore passato, diretto a noi o commesso da noi, non deve limitarci nel presente o nel futuro, ma deve essere motivo di insegnamento e di crescita per renderci migliori.

Il passato deve servirci come insegnamento, come guida, per evitare di commettere di nuovo gli stessi sbagli. E ci può aiutare però a capire a quali conseguenze potremmo andare incontro e come affrontarle.

Siamo umani, quindi tutti commettiamo degli errori, ma dovremmo cercare delle vie per espiare le nostre colpe e per rimediare al male causato. Non siamo tutti uguali, ma apparteniamo tutti allo stesso mondo, quindi perché non concedere una seconda possibilità per riabilitare la propria condizione a livello sociale e poter ricostruire la propria vita?


Martina Cattafi V AS

 
 
 

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