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Ogni giorno con noi: l'aula magna intitolata a Graziella Campagna

  • Immagine del redattore: galizzetta20
    galizzetta20
  • 28 feb
  • Tempo di lettura: 5 min

Sono passati quarant’anni da quando la mafia ci ha portato via l’anima innocente di Graziella Campagna, a soli 17 anni: il nostro Istituto, per ricordare questo anniversario, ha intitolato l’aula magna al suo nome e alla sua memoria. Un gesto dal forte valore simbolico, che non si limita a ricordare una vittima innocente, ma che rappresenta un impegno concreto della scuola nel tenere viva la memoria e nel promuovere una cultura della legalità. Intitolare uno spazio centrale della vita scolastica a Graziella Campagna significa far sì che il suo nome accompagni ogni giorno studenti e docenti, diventando un monito costante contro ogni forma di violenza, sopruso e silenzio. All’evento sono stati invitati oltre alle autorità, Pietro e Pasquale, i fratelli di Graziella, accompagnati dal legale della famiglia l’avv. Alessandro Repici, per testimoniare ciò che accadde il 12 dicembre 1985 e don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione “Libera”, che ci ha parlato di come si può sconfiggere la mafia anche da comuni cittadini, a partire dalla sua esperienza del fatidico incontro con un uomo che aveva perso tutto e, diventato un barbone da medico “abitava” la panchina di un parco a Torino negli anni Sessanta. A don Ciotti quell’uomo aveva detto che, per fermare la diffusione delle sostanze stupefacenti, bisognava che lui facesse qualcosa: così, grazie all’impegno di questo sacerdote, nacquero i SerT (Servizi per le Tossicodipendenze) per allontanare i giovani dalle droghe che, tuttavia, oggi sono aumentate di numero e si sono diversificate per tipologia, sono più pericolose, ma non sono l’unico problema che affligge la nostra società.L’intervento di don Ciotti ha messo in luce come il contrasto alle mafie passi anche dalla prevenzione e dall’attenzione ai più fragili, da chi rischia di cadere nelle trappole dell’illegalità e della dipendenza. Il suo racconto ha mostrato come un singolo gesto, una scelta di responsabilità personale, possa trasformarsi in un cambiamento collettivo capace di incidere profondamente sulla società. Ci sono anche altre forme di dipendenza come la ludopatia, che cresce sempre di più grazie allo sviluppo tecnologico, alla facilità con cui si può accedere ai siti di scommesse tramite il proprio cellulare. Questa riflessione ha coinvolto in modo particolare i giovani presenti, che vivono quotidianamente a stretto contatto con la tecnologia e con i suoi rischi. La mafia, infatti, cambia volto nel tempo, si adatta alle nuove opportunità e sfrutta le fragilità emergenti, rendendo necessario un continuo aggiornamento degli strumenti di contrasto. Questi nuovi pericoli necessitano di nuove soluzioni e proprio per questo don Ciotti, consapevole delle strade differenti da percorrere, ripone tutta la sua fiducia in noi giovani, la generazione che sta crescendo di pari passo alla tecnologia e allo sviluppo, la più adatta a sconfiggere questi nuovi male. Parole che esprimono un invito chiaro alla responsabilità. Preziosissimi sono stati anche gli interventi dell’avv. Alessandro Repici e di Pietro Campagna, che portano avanti la loro battaglia per la verità sulla vicenda di Graziella da ormai quarant’anni, nonostante siano stati a volte delusi dal sistema giudiziario: ma non si sono fermati sulla frustrazione delle ingiustizie subite, perché la cosa più importante per loro era dare voce ai fatti. Il loro impegno rappresenta un esempio concreto di resistenza civile, di come la ricercaSono passati quarant’anni da quando la mafia ci ha portato via l’anima innocente di Graziella Campagna, a soli 17 anni: il nostro Istituto, per ricordare questo anniversario, ha intitolato l’aula magna al suo nome e alla sua memoria. Un gesto dal forte valore simbolico, che non si limita a ricordare una vittima innocente, ma che rappresenta un impegno concreto della scuola nel tenere viva la memoria e nel promuovere una cultura della legalità. Intitolare uno spazio centrale della vita scolastica a Graziella Campagna significa far sì che il suo nome accompagni ogni giorno studenti e docenti, diventando un monito costante contro ogni forma di violenza, sopruso e silenzio. All’evento sono stati invitati oltre alle autorità, Pietro e Pasquale, i fratelli di Graziella, accompagnati dal legale della famiglia l’avv. Alessandro Repici, per testimoniare ciò che accadde il 12 dicembre 1985 e don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione “Libera”, che ci ha parlato di come si può sconfiggere la mafia anche da comuni cittadini, a partire dalla sua esperienza del fatidico incontro con un uomo che aveva perso tutto e, diventato un barbone da medico “abitava” la panchina di un parco a Torino negli anni Sessanta. A don Ciotti quell’uomo aveva detto che, per fermare la diffusione delle sostanze stupefacenti, bisognava che lui facesse qualcosa: così, grazie all’impegno di questo sacerdote, nacquero i SerT (Servizi per le Tossicodipendenze) per allontanare i giovani dalle droghe che, tuttavia, oggi sono aumentate di numero e si sono diversificate per tipologia, sono più pericolose, ma non sono l’unico problema che affligge la nostra società.L’intervento di don Ciotti ha messo in luce come il contrasto alle mafie passi anche dalla prevenzione e dall’attenzione ai più fragili, da chi rischia di cadere nelle trappole dell’illegalità e della dipendenza. Il suo racconto ha mostrato come un singolo gesto, una scelta di responsabilità personale, possa trasformarsi in un cambiamento collettivo capace di incidere profondamente sulla società. Ci sono anche altre forme di dipendenza come la ludopatia, che cresce sempre di più grazie allo sviluppo tecnologico, alla facilità con cui si può accedere ai siti di scommesse tramite il proprio cellulare. Questa riflessione ha coinvolto in modo particolare i giovani presenti, che vivono quotidianamente a stretto contatto con la tecnologia e con i suoi rischi. La mafia, infatti, cambia volto nel tempo, si adatta alle nuove opportunità e sfrutta le fragilità emergenti, rendendo necessario un continuo aggiornamento degli strumenti di contrasto. Questi nuovi pericoli necessitano di nuove soluzioni e proprio per questo don Ciotti, consapevole delle strade differenti da percorrere, ripone tutta la sua fiducia in noi giovani, la generazione che sta crescendo di pari passo alla tecnologia e allo sviluppo, la più adatta a sconfiggere questi nuovi male. Parole che esprimono un invito chiaro alla responsabilità. Preziosissimi sono stati anche gli interventi dell’avv. Alessandro Repici e di Pietro Campagna, che portano avanti la loro battaglia per la verità sulla vicenda di Graziella da ormai quarant’anni, nonostante siano stati a volte delusi dal sistema giudiziario: ma non si sono fermati sulla frustrazione delle ingiustizie subite, perché la cosa più importante per loro era dare voce ai fatti. Il loro impegno rappresenta un esempio concreto di resistenza civile, di come la ricerca della verità richieda coraggio e perseveranza. «Su una cosa hanno sbagliato: hanno ammazzato lei e non me - ha detto Pietro - Graziella non può più aprire bocca, io invece lo faccio ovunque vada, in giro per le scuole, dico nomi, cognomi e dati di fatto per dimostrare come stanno veramente le cose». Parole che hanno colpito profondamente l’assemblea, cariche di dolore, ma che rivelano una grande forza di volontà, quella che dovremmo tutti avere nella ricerca della verità che può risultare scomoda e può compromettere i piani e il “business” della mafia. Allora ben venga questa ricerca, ben venga la lotta a questa criminalità organizzata che altro non fa se non danneggiare la nostra società. La memoria, in questo senso, diventa uno strumento fondamentale: ricordare significa scegliere da che parte stare, significa non accettare l’indifferenza e il silenzio. A Graziella, inconsapevole del perché fu uccisa brutalmente, dedichiamo la nostra aula magna. Non solo per celebrare la sua memoria, ma anche per dare un compito ai giovani che rappresentano il futuro: quello di lottare sempre per la verità, anche quando è scomoda.


Mattia Lembo V AS

 
 
 

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